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Medici di base Italia: numeri, stipendio, carenza e riforma 2026

Stefano Riccardo Bianchi Conti • 2026-05-23 • Revisionato da Andrea Greco

Se hai provato a cercare un nuovo medico di famiglia ultimamente, sai già che non è più così semplice. I numeri raccontano una carenza strutturale che tocca sempre più cittadini, mentre la riforma della medicina generale – che secondo Quotidiano Sanità (testata specializzata) prevede un modello a 38 ore settimanali – prova a invertire la rotta. In questa guida trovi i fatti essenziali per capire la situazione.

Medici contrattualizzati (2023): 52.000 ·
Ore settimanali riforma: 38 ·
Tetto massimo pazienti: 1.500

Panoramica rapida

1Fatti confermati
  • La riforma prevede 38 ore settimanali per il ruolo unico di assistenza primaria (Quotidiano Sanità)
  • Almeno 20 ore sono dedicate al ciclo di scelta, 18 ore ad attività oraria/territoriale (Quotidiano Sanità)
  • Una quota variabile del compenso fino al 30% è legata a obiettivi di salute (Quotidiano Sanità)
2Cosa resta incerto
  • L’importo esatto dello stipendio medio – varia per regione e numero di pazienti (Brocardi)
  • Il numero esatto di medici mancanti: le stime oscillano tra 5.500 e 5.700 (Quotidiano Sanità)
  • L’efficacia reale della riforma 2026 nel colmare la carenza (Brocardi)
3Segnale temporale
  • 2009 – inizio rilevazione del calo dei medici di famiglia (dati Ministero della Salute) (DottNet)
  • 2023 – la riforma viene discussa in commissione (DottNet)
  • 2026 – prevista entrata in vigore della nuova convenzione (DottNet)
4Cosa viene dopo
  • I medici già in servizio potranno scegliere se restare in libera professione o passare al nuovo modello da dipendente (Brocardi)
  • La riforma punta a un medico ogni 1.000 assistiti su tutto il territorio (DottNet)
  • I nuovi medici di base entreranno tramite concorso pubblico e specializzazione universitaria (Brocardi)

Sei dati, uno schema: la riforma della medicina generale si fonda su numeri precisi.

Indicatore Valore
Medici contrattualizzati nel 2023 52.000 (DottNet)
Ore settimanali previste dalla riforma 38 (Quotidiano Sanità)
Tetto massimo pazienti per medico 1.500 (Quotidiano Sanità)
Incremento medio stipendio stimato +5,78% (Brocardi)
Durata nuova specializzazione universitaria 4 anni (Brocardi)
Obiettivo riforma: medici ogni 1.000 assistiti 1 medico / 1.000 residenti (DottNet)

Quanti sono i medici di base in Italia?

Quanti medici di famiglia mancano secondo la Fondazione Gimbe?

  • Nel 2023, secondo DottNet (portale per medici), i medici di famiglia contrattualizzati erano circa 52.000.
  • La Fondazione Gimbe ha segnalato a marzo 2025 una carenza di oltre 5.700 medici di base.
  • Il calo dal 2009 al 2023 è stato del 17,8% secondo il Ministero della Salute.
Fondazione Gimbe segnala: oltre 5.700 posti vuoti, con punte di -39% in Sardegna tra 2019 e 2023. La carenza si aggrava anno dopo anno.

Il quadro è chiaro: il sistema perde medici da oltre un decennio, e le regioni più colpite – come Sardegna e Calabria – registrano un vero e proprio tracollo.

«Ne mancano oltre 5.700. È una situazione drammatica, che richiede interventi immediati» – Fondazione Gimbe

Perché non ci sono più medici di base?

Quali sono le cause della carenza?

  • Pensionamenti non sostituiti: molti medici vanno in pensione senza che i posti vengano coperti.
  • Bandi deserti per la medicina generale: in alcune regioni i concorsi restano senza candidati.
  • Pochi giovani medici scelgono la medicina generale, attratti da specializzazioni più redditizie o meno stressanti.
  • Il carico di lavoro è elevato e la burocrazia cresce.

Quali sono i requisiti per diventare medico di base?

Per diventare medico di base oggi occorre superare un concorso pubblico e completare una specializzazione universitaria di quattro anni, come riporta Brocardi (portale giuridico). In passato bastava un corso triennale regionale, ma la riforma ha alzato l’asticella.

La combinazione di pensionamenti e scarsi ingressi sta portando il sistema al collasso: in alcune province il rapporto medici/pazienti è già al di sotto della soglia di sicurezza.

«I bandi per la medicina generale restano deserti in molte regioni. I giovani non vogliono più fare questo lavoro» – FIMMG (sindacato medici di famiglia)

Le cause sono strutturali e non si risolvono con un semplice aumento di posti: servono incentivi economici e una riorganizzazione del lavoro.

Qual è lo stipendio di un medico di base in Italia?

Quanto guadagna un medico di base con 1500 pazienti al mese?

Il reddito di un medico di famiglia dipende dal numero di assistiti. Con il massimale di 1.500 pazienti si raggiunge il tetto retributivo. Secondo Brocardi, l’incremento medio stimato con la nuova convenzione è del +5,78%.

Stipendio medico di base nel 2026: cosa cambia?

La riforma introduce una quota variabile del compenso fino al 30% legata al raggiungimento di obiettivi di salute (Quotidiano Sanità). Lo stipendio resterà comunque legato al numero di pazienti e alla regione di appartenenza.

«Con 1.500 pazienti si guadagna bene, ma il carico di lavoro è enorme. La riforma aumenta la paga ma anche le responsabilità» – FIMMG

L’implicazione: senza un adeguamento reale delle tariffe base, l’aumento percentuale potrebbe non bastare a rendere la professione attrattiva per i giovani.

Come si chiamano oggi i medici di base?

È obbligatorio avere un medico di base?

Sì, per legge ogni cittadino deve scegliere un medico di medicina generale (MMG) o un pediatra di libera scelta per i minori. La scelta è obbligatoria per accedere al Servizio Sanitario Nazionale.

Come sapere quanti pazienti ha un medico di base?

Il numero di pazienti è consultabile tramite il fascicolo sanitario elettronico o richiedendo direttamente all’ASL. I medici hanno un limite massimo di 1.500 assistiti, come stabilito dalla convenzione nazionale.

Oggi il termine ufficiale è “medico di medicina generale” (MMG), ma colloquialmente si usa ancora “medico di base” o “medico di famiglia”.

Cosa prevede la riforma dei medici di base?

Quali sono le novità previste?

  • Un nuovo modello di lavoro dipendente o convenzionato a 38 ore settimanali (Quotidiano Sanità).
  • Specializzazione universitaria di 4 anni obbligatoria per i nuovi medici (Brocardi).
  • Accesso tramite concorso pubblico (Brocardi).
  • Obiettivo di un medico ogni 1.000 assistiti su tutto il territorio (DottNet).

La riforma risolverà la carenza?

Secondo DottNet, a regime si potrebbero avere circa 60.000 medici sul territorio, ma il percorso è lungo e le incognite restano. La carenza attuale – oltre 5.700 posti – difficilmente sarà colmata in tempi brevi.

La riforma è ambiziosa, ma senza risorse umane e finanziarie adeguate rischia di rimanere sulla carta. Servono anche misure immediate per tamponare l’emergenza.

Il pattern è chiaro: la riforma non è una bacchetta magica, ma un primo passo. Il vero cambiamento dipenderà dall’attuazione concreta.

Letture correlate: **Salari Italia: stipendio medio, confronto UE e potere d’acquisto** · **Sanità Italia – Realtà e Prospettive del Sistema Sanitario**

Un’analisi dettagliata sugli stipendi e criticità dei medici di base conferma come la carenza strutturale stia spingendo il Governo a rivedere l’intero modello convenzionale.

Domande frequenti

Come cambiare medico di base?

Basta recarsi presso l’ASL di residenza o utilizzare il fascicolo sanitario elettronico per scegliere un nuovo medico tra quelli disponibili. La procedura è gratuita.

Quali documenti servono per iscriversi a un medico di base?

Servono un documento d’identità, il codice fiscale e la tessera sanitaria. Per i minori è necessaria anche la presenza di un genitore.

Cosa fare se il medico di base non ha posti disponibili?

Contattare l’ASL per richiedere un medico temporaneo o essere inseriti in lista d’attesa. Alcune regioni offrono un servizio di assistenza primaria presso le Case della Comunità.

I medici di base sono gratuiti?

Sì, le prestazioni del medico di base sono gratuite per tutti i cittadini iscritti al Servizio Sanitario Nazionale.

Quanti pazienti può avere un medico di base?

Il tetto massimo è fissato a 1.500 pazienti per medico, salvo deroghe temporanee in aree particolarmente scoperte.

L’emergenza medici di base ha radici profonde: pensionamenti non sostituiti, bandi deserti e una professione sempre meno attrattiva. La riforma 2026 prova a invertire la rotta, ma senza un impegno concreto da parte delle istituzioni – come ha sottolineato la Fondazione Gimbe – il divario tra domanda e offerta di cure rischia di allargarsi ulteriormente.



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