
Bonus Casa Italia 2026: Detrazioni 50% e Requisiti
La Legge di Bilancio 2026 (L. 30.12.2025 n. 199) offre un’opportunità unica per chi ha lavori di ristrutturazione in programma: detrazione al 50% su spese fino a 96.000 euro per immobile, ripartita in 10 anni. Il biennio 2025-2026 rappresenta l’ultima finestra per ottenere il massimo beneficio, prima che le aliquote scendano e i massimali si dimezzino dal 2028.
Detrazione massima: 50% · Limite di spesa: 96.000 euro per immobile · Periodo 2026: Confermato al 50% · Destinatari: Contribuenti IRPEF · Bonus mobili: 5.000 euro al 50%
Panoramica rapida
- Detrazione 50% confermata per il 2026 (ACCA – Biblus)
- Massimale di 96.000 euro per unità immobiliare (Fiscomania)
- Valore ripartito in 10 quote annuali (Fisco e Tasse)
- Proroga oltre il 2027 ancora da definire (Fisco e Tasse)
- Eventuali soglie ISEE per gli under 36 non ancora specificate (ACCA – Biblus)
- Dal 2028 aliquota scende al 30% con tetto a 48.000 euro (Fisco e Tasse)
- Dal 2034 ritorno al 36% su 48.000 euro (Fisco e Tasse)
- Entro il 31 dicembre 2026 occorre sostenere le spese per mantenere il 50% (ACCA – Biblus)
- La dichiarazione va presentata nel modello 730 o UNICO dell’anno successivo (Fiscomania)
| Voce | Valore |
|---|---|
| Detrazione | 50% su 96.000€ |
| Durata | Confermato 2026 |
| Massimale mobili | 5.000€ |
| Fonte primaria | Agenzia Entrate |
Quali sono i bonus per la casa al 50% nel 2026?
La Legge di Bilancio 2026 conferma il quadro normativo già delineato dalla manovra 2025, spostando di un anno il decalage delle aliquote e mantenendo condizioni vantaggiose per chi investe nella ristrutturazione edilizia. Il risultato è un biennio 2025-2026 con aliquote al 50% per le abitazioni principali, un margine di tempo prezioso per avviare i cantieri.
Bonus ristrutturazione
Il Bonus Ristrutturazione rappresenta l’agevolazione principale del pacchetto bonus casa. Per il 2026 è confermata una detrazione del 50% sulle spese sostenute per interventi di recupero del patrimonio edilizio, con un tetto massimo di 96.000 euro per unità immobiliare. La detrazione si applica sia alle prime case sia alle seconde abitazioni, con la differenza che per le abitazioni diverse dalla principale l’aliquota scende al 36%. L’agevolazione interessa una vasta gamma di interventi: manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia e persino acquisto di immobili già ristrutturati. Il Superbonus, invece, è terminato definitivamente nel 2026, dopo aver rappresentato per anni un’opportunità straordinaria ma con costi elevati per la finanza pubblica.
Per le spese sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026, la detrazione IRPEF spetta nella misura del 50% se le spese sono sostenute dai titolari del diritto di proprietà o di un diritto reale di godimento sull’unità immobiliare adibita ad abitazione principale.
Bonus mobili
Il Bonus Mobili mantiene anche nel 2026 la detrazione del 50%, con un massimale di spesa di 5.000 euro. L’agevolazione riguarda l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe non inferiore ad A+ (o A per i forni), destinati ad arredare l’immobile oggetto di ristrutturazione. Attenzione però: dal 2027 il Bonus Mobili non sarà più previsto, quindi chi ha in programma lavori di ristrutturazione dovrebbe approfittare anche di questa agevolazione entro la fine del 2026.
Ecobonus correlati
L’Ecobonus nel 2026 prevede una detrazione del 36% per interventi di miglioramento dell’efficienza energetica, una riduzione rispetto al 50% del 2025. I massimali variano a seconda dello specifico intervento: si va dai 60.000 euro per la coibentazione involucro opaco ai 30.000 euro per la sostituzione di finestre e infissi. Si tratta di un’agevolazione separata dal Bonus Ristrutturazione, ma cumulabile con quest’ultimo per interventi distinti sullo stesso immobile.
Il pattern che emerge è chiaro: il 2026 rappresenta l’ultimo anno di aliquote piene al 50%, un’opportunità che chi ha lavori in programma non dovrebbe rimandare.
Chi ha diritto al bonus casa 2026?
L’agevolazione spetta a una platea ampia di soggetti, non solo ai proprietari di immobili. Possono usufruire della detrazione tutti i contribuenti assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF), residenti o meno nel territorio dello Stato. Questa apertura rende il bonus accessibile anche a chi acquista o ristruttura immobili in Italia pur non avendo la residenza fiscale nel paese.
Contribuenti IRPEF
Il requisito fondamentale è essere soggetti passivi IRPEF. Non importa se si tratta di persone fisiche residenti in Italia o all’estero, l’importante è avere un reddito soggetto a tassazione in Italia. La detrazione viene calcolata applicando l’aliquota spettante (50% o 36%) all’ammontare delle spese sostenute, fino al massimale di 96.000 euro per unità immobiliare, e viene ripartita in 10 quote annuali di pari importo.
Residenti e non
L’agevolazione spetta non soltanto ai proprietari degli immobili ma anche ai titolari di diritti reali o personali di godimento sugli immobili oggetto degli interventi e che ne sostengono le relative spese. Rientrano quindi nel novero dei beneficiari usufruttuari, utilizzatori, locatari e comodatari, purché sostengano effettivamente le spese e siano assoggettati all’IRPEF.
I locatari e i comodatari possono applicare la detrazione nella misura del 36% delle spese sostenute nel 2025 e nel 2026, e del 30% per le spese sostenute nel 2027.
Prima casa under 36
Per accedere alla detrazione maggiorata del 50% nel 2026, il contribuente deve essere titolare di un diritto di proprietà (compresa nuda proprietà e proprietà superficiaria) o di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione) sull’unità immobiliare adibita ad abitazione principale. Gli under 36 che rientrano in questa categoria possono quindi beneficiare dell’aliquota piena, a differenza di chi possiede l’immobile con altre tipologie di titolo. Le eventuali soglie ISEE specifiche per gli under 36 non sono ancora state definite dalla normativa attuale.
Il diritto alla detrazione dipende dal rapporto con l’immobile e dalla natura degli interventi: chi ha un titolo idoneo e sostiene le spese ha diritto all’agevolazione, indipendentemente dalla residenza anagrafica.
Quali sono i massimali del bonus casa per il 2026?
Tre numeri definiscono il quadro dei massimali: 96.000 euro, 5.000 euro e 48.000 euro. Il primo rappresenta il tetto di spesa agevolabile per il Bonus Ristrutturazione vera e propria, il secondo riguarda il Bonus Mobili, il terzo è il tetto che scatterà dal 2028. Comprendere questi limiti è essenziale per pianificare correttamente gli interventi.
Limite 96.000 euro
Per il 2026 e il 2027, il limite massimo di spesa agevolabile è fissato a 96.000 euro per unità immobiliare. Questo significa che la detrazione massima teorica è di 48.000 euro (il 50% di 96.000) per chi ristruttura un’abitazione principale. Il tetto è annuale e viene calcolato per immobile: se si possiedono più unità immobiliari, il massimale si applica a ciascuna di esse separatamente.
Tabella detrazioni
Cinque tipologie di intervento, ognuna con il proprio regime di detrazione e massimale. Ecco il prospetto completo aggiornato al 2026.
| Tipologia | Aliquota 2026 | Massimale | Note |
|---|---|---|---|
| Bonus Ristrutturazione – Prima casa | 50% | 96.000€ | Titolari diritto proprietà |
| Bonus Ristrutturazione – Altre abitazioni | 36% | 96.000€ | Locatari, comodatari |
| Bonus Mobili | 50% | 5.000€ | Solo con ristrutturazione |
| Ecobonus | 36% | Variabile | 30.000-60.000€ |
| Sismabonus Acquisti | 36%/50% | 96.000€ | Zone sismiche 1-2-3 |
La tabella mostra chiaramente come il Bonus Ristrutturazione per la prima casa offra le condizioni più vantaggiose: chi ristruttura l’abitazione principale ottiene il doppio della detrazione rispetto a chi interviene su altri immobili.
Spese ammesse
Le spese che danno diritto alla detrazione includono interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia. Non rientrano invece le spese di ordinaria amministrazione né quelle per interventi su parti comuni condominiali che non riguardino l’edificio residenziale. Sono ammesse anche le spese per acquisto di materiali, mano d’opera, progettazione e relazione tecnica, perizie e bolli.
Il meccanismo è semplice: più si spende entro il tetto, più si ottiene in detrazione. Chi pianifica lavori per 80.000 euro riceve una detrazione di 40.000 euro, ripartita in 10 anni per 4.000 euro all’anno.
Bonus casa 2026 come funziona?
Il funzionamento del bonus segue un meccanismo consolidato che non è cambiato con la Legge di Bilancio 2026. La detrazione viene ripartita in 10 quote annuali di pari importo, che vengono portate in detrazione dall’IRPEF dovuta per ciascuno dei 10 anni successivi a quello di sostenimento della spesa. Non è uno sconto immediato in busta paga: è un credito d’imposta diluito nel tempo.
Procedura richiesta
Il beneficiario deve indicare le spese nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o UNICO) relativa all’anno di sostenimento della spesa. Non esiste una procedura di prenotazione o autorizzazione preventiva: basta conservare la documentazione e inserirla nella dichiarazione. L’Agenzia delle Entrate verifica la correttezza delle comunicazioni tramite controlli automatizzati e formali.
Documenti necessari
Gli elementi documentali indispensabili sono la fattura del fornitore con la descrizione dettagliata degli interventi, la ricevuta del bonifico bancario o postale attestante il pagamento, e la dichiarazione del professionista circa il diritto alla detrazione. Per alcuni interventi è obbligatoria anche la comunicazione ENEA, da trasmettere entro 90 giorni dalla fine dei lavori.
Pagamenti tracciati
I pagamenti devono essere effettuati con modalità tracciabili: bonifico bancario o postale, carta di credito o debito, assegno. Il bonifico deve contenere la causale specifica (“bonifico per ristrutturazione edilizia”), il codice fiscale del beneficiario, la partita IVA del fornitore e il numero di fattura. Il contante è escluso: chi paga in contanti non può accedere all’agevolazione.
Il Superbonus a partire dal 2026 ha stop definitivo. Non è più possibile avviare nuovi interventi con l’aliquota al 110%, salvo situazioni già avviate con SCIA o CILA presentata entro i termini previsti.
Quali sono i bonus casa per il 2025 e come richiederli?
Le regole del 2025 e del 2026 sono sostanzialmente identiche: il biennio condivide l’aliquota al 50% e il tetto di 96.000 euro. Le differenze emergono guardando avanti: dal 2027 le aliquote scenderanno progressivamente, rendendo il 2026 l’anno chiave per avviare o completare i lavori.
Passi per il 2026
Il percorso per accedere al bonus si articola in quattro passaggi essenziali. Prima di tutto, verificare di essere titolari di un diritto idoneo sull’immobile (proprietà, usufrutto, uso, abitazione, locazione o comodato). Secondo, affidare i lavori a un’impresa o professionista abilitato e richiedere tutta la documentazione tecnica necessaria. Terzo, effettuare i pagamenti con modalità tracciabili, conservando le ricevute dei bonifici. Quarto, presentare la dichiarazione dei redditi inserendo le spese nella sezione apposita.
Novità vs 2025
Rispetto al 2025, le uniche variazioni significative riguardano l’Ecobonus (che scende dal 50% al 36%) e la conferma che il Bonus Mobili resterà attivo anche nel 2026 per poi sparire. Il Bonus Ristrutturazione classico mantiene invece inalterate le condizioni, con la proroga di un anno del regime favorevole.
Costi medi ristrutturazione
Per avere un’idea di massima dei costi: ristrutturare un appartamento di 100 metri quadrati in una città come Roma può costare tra i 40.000 e i 70.000 euro a seconda della tipologia di interventi. Con il bonus al 50% su 96.000 euro, la detrazione massima teorica получается di 48.000 euro ripartiti su 10 anni, ovvero 4.800 euro di risparmio fiscale all’anno per chi ha un IRPEF sufficiente a compensare la quota.
Il biennio 2026-2027 rappresenta l’ultima finestra per ottenere il massimo beneficio: chi rimanda i lavori al 2028 si troverà con un tetto dimezzato a 48.000 euro e un’aliquota al 30%, riducendo la detrazione massima da 48.000 a 14.400 euro.
Timeline bonus casa Italia
Quattro scadenze definiscono il futuro delle detrazioni edilizie. Comprenderle aiuta a capire perché il 2026 è l’anno da non perdere.
| Periodo | Aliquota prima casa | Aliquota altre case | Tetto di spesa |
|---|---|---|---|
| 2025-2026 | 50% | 36% | 96.000€ |
| 2027 | 36% | 30% | 96.000€ |
| 2028-2033 | 30% | 30% | 48.000€ |
| Dal 2034 | 36% | 36% | 48.000€ |
La timeline evidenzia un graduale deterioramento delle condizioni: chi posticipa i lavori al 2028 perde oltre 33.000 euro di detrazione teorica rispetto a chi agisce nel 2026.
Cosa sappiamo e cosa no
Fatti confermati
- Detrazione 50% per il 2026 confermata dalla Legge di Bilancio 2026
- Massimale di 96.000 euro per unità immobiliare
- Platea dei destinatari: tutti i contribuenti IRPEF
- Proroga di un anno del regime favorevole rispetto alle previsioni
- Stop definitivo al Superbonus dal 2026
- Bonus Mobili attivo nel 2026, non previsto dal 2027
Cosa resta incerto
- Eventuali nuove soglie ISEE per gli under 36 oltre quelle già definite
- Proroga beyond 2027: al momento non annunciata
- Dettagli su eventuali correttivi normativi nel corso del 2026
- Modalità di gestione delle code di cantieri Superbonus già avviati
Le voci degli esperti
L’agevolazione spetta non soltanto ai proprietari degli immobili ma anche ai titolari di diritti reali o personali di godimento sugli immobili oggetto degli interventi e che ne sostengono le relative spese. La detrazione IRPEF si calcola applicando l’aliquota spettante (50% o 36%) all’ammontare delle spese sostenute, fino a un massimo di 96.000 euro per unità immobiliare.
— Fisco e Tasse (rivista specializzata fiscalità italiana)
Il Bonus Mobili nel 2026 mantiene una detrazione del 50% con massimale di spesa di 5.000 euro, ma non sarà previsto dal 2027. È dunque un’occasione da non perdere per chi sta ristrutturando e desidera anche rinnovare l’arredamento.
— ACCA – Biblus (software e guide tecniche per l’edilizia)
Per chi possiede un’abitazione in Italia e ha in programma lavori di ristrutturazione, il 2026 offre condizioni che non si ripeteranno: aliquota al 50%, tetto a 96.000 euro e Bonus Mobili ancora attivo. L’implicazione è chi decide di rimandare al 2027 o oltre si troverà con aliquote inferiori e massimali ridotti, con una differenza che può superare i 30.000 euro di detrazione in meno su un progetto da 96.000 euro.
La detrazione al 50% fino a 96.000 euro per ristrutturazioni è confermata dalla Legge di Bilancio, come approfondito nella guida completa detrazioni 2026 per contribuenti IRPEF.
Domande frequenti
Bonus ristrutturazione prima casa 2026?
Sì, per la prima casa la detrazione è confermata al 50% per le spese sostenute nel 2026, con un massimale di 96.000 euro. Il contribuente deve essere titolare di un diritto di proprietà o di un diritto reale di godimento sull’unità immobiliare adibita ad abitazione principale.
Bonus ristrutturazione 2026 ultime notizie?
Le ultime notizie confermano la proroga del regime al 50% per il biennio 2025-2026 tramite la Legge di Bilancio 2026 (L. 30.12.2025 n. 199). Dal 2027 le aliquote torneranno a scendere gradualmente.
Bonus ristrutturazione 2026 Agenzia Entrate?
L’Agenzia delle Entrate gestisce la fase di verifica e controllo delle dichiarazioni. Le regole sono definite dalla Legge di Bilancio e le circolari applicative sono pubblicate sul sito istituzionale. La guida aggiornata è prevista per febbraio 2026.
Bonus ristrutturazione 2026: cosa comprende?
Il bonus comprende interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, acquisto di immobili già ristrutturati, Box e posti auto pertinenziali. Non comprende il Superbonus (stop definitivo dal 2026).
Bonus ristrutturazione 2026 seconda casa?
Per le seconde case la detrazione è prevista ma con aliquota ridotta al 36% (invece del 50% della prima casa), sempre entro il massimale di 96.000 euro. Rientrano anche le abitazioni concesse in locazione o comodato.
Quanto dura la detrazione bonus casa?
La detrazione viene ripartita in 10 quote annuali di pari importo, da portare in detrazione dall’IRPEF dovuta per ciascuno dei 10 anni successivi a quello di sostenimento della spesa. Non è uno sconto immediato ma un credito d’imposta diluito nel tempo.
Serve ENEA per bonus casa?
La comunicazione ENEA è obbligatoria per gli interventi che comportano un risparmio energetico (Ecobonus) o per lavori di ristrutturazione che includono elementi termici. Va trasmessa entro 90 giorni dalla fine dei lavori tramite il portale dedicato.