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Reati informatici in Italia: tipologie, pene e come difender i

Stefano Riccardo Bianchi Conti • 2026-05-26 • Revisionato da Luca Bianchi

I reati informatici in Italia sono in aumento, ma la consapevolezza resta la difesa più efficace: nel 2023 sono state denunciate oltre 100.000 violazioni e il codice penale punisce con pene severe condotte come frode informatica, accesso abusivo e phishing. Capire cosa dice la legge e come proteggersi è il primo passo per non diventare la prossima vittima.

Reati denunciati nel 2023: oltre 100.000 ·
Reato più comune: frode informatica ·
Legge di riferimento: Legge 547/1993 ·
Articolo per accesso abusivo: art. 615‑ter

Panoramica rapida

1Frode informatica
2Accesso abusivo
3Phishing
4Danneggiamento dati
  • Artt. 635‑bis e seguenti cp (Studio Penale Boccia)
  • Pena: reclusione fino a 6 anni con aggravanti (Studio Penale Boccia)
  • Esempio: cancellazione di file aziendali con ransomware (Studio Penale Boccia)

La tabella seguente riassume i dati chiave sui reati informatici in Italia.

Fatti chiave sui reati informatici in Italia
Indicatore Dettaglio
Legge fondamentale Legge 547/1993
Articoli chiave del codice penale 615‑ter, 635‑bis, 640‑ter
Reato più denunciato Frode informatica (Musa Formazione)
Numero di reati informatici denunciati nel 2023 Oltre 100.000

Quali sono i reati informatici più diffusi?

Frode informatica

  • La frode informatica (art. 640‑ter cp) consiste nell’alterare il funzionamento di un sistema informatico per ottenere un profitto ingiusto. La pena base va da 6 mesi a 3 anni di reclusione più una multa tra 51 e 1.032 euro (Musa Formazione).
  • È il reato informatico più denunciato in Italia, con migliaia di casi all’anno legati a pagamenti falsi e phishing.

Accesso abusivo a sistema informatico

  • L’accesso abusivo (art. 615‑ter cp) punisce chi si introduce in un sistema protetto senza autorizzazione. La reclusione arriva fino a 5 anni (Studio Penale Boccia).
  • Le aggravanti (ad esempio su sistemi militari o sanitari) possono portare la pena fino a 12 anni (Studio Legale Dal Pozzo).

Danneggiamento di dati e programmi

  • Gli artt. 635‑bis e seguenti cp coprono la distruzione, il deterioramento o la cancellazione di dati informatici. La pena base arriva a 6 anni di reclusione, aumentabile con aggravanti (Studio Penale Boccia).
  • Esempi tipici: attacchi ransomware che crittografano file aziendali, cancellazione di database.

Phishing e truffe online

  • Il phishing sfrutta email, SMS (smishing) o chiamate (vishing) per ingannare la vittima e rubare credenziali. Le 4 tipologie principali sono descritte dalla Polizia di Stato.
  • Lo spear phishing è mirato a persone specifiche e spesso usa informazioni personali raccolte sui social.
In sintesi: I reati informatici più diffusi in Italia – frode informatica, accesso abusivo, danneggiamento dati e phishing – hanno ciascuno una cornice penale precisa. Per il cittadino, la consapevolezza è la prima difesa.

Il pattern è chiaro: la normativa è robusta, ma la minaccia si evolve più velocemente delle pene.

Quali sono i due reati maggiormente compiuti in ambito informatico?

Frode informatica vs accesso abusivo

  • La frode informatica è il reato più comune per numero di denunce; l’accesso abusivo è il secondo (Musa Formazione).
  • Entrambi sono puniti dal codice penale italiano e spesso si intrecciano: per compiere una frode occorre spesso prima accedere abusivamente a un sistema.

Statistiche sui reati informatici in Italia

Secondo i dati della Procura della Repubblica, nel 2023 sono state registrate oltre 100.000 denunce per reati informatici, di cui circa il 40% per frode informatica e il 25% per accesso abusivo (Altalex).

Il paradosso

Frode e accesso abusivo condividono la stessa matrice tecnologica, ma la prima è spesso subdola (la vittima collabora inconsapevolmente), mentre il secondo è un atto intrusivo. Le pene, tuttavia, non sempre riflettono questa differenza.

La conseguenza pratica: il sistema punitivo tende a equiparare condotte di gravità oggettiva diversa.

Cos’è il crimine informatico e come fare per difendersi?

Definizione di crimine informatico

  • Per crimine informatico si intende qualsiasi reato commesso attraverso un dispositivo digitale o una rete. Il codice penale italiano distingue tra reati informatici “propri” (es. accesso abusivo) e reati comuni commessi via computer (es. diffamazione online) (Studio Legale De Lalla).

Strategie di difesa personale

  1. Mantenere aggiornati sistema operativo e applicazioni.
  2. Usare password complesse e uniche per ogni servizio, attivare l’autenticazione a due fattori (Garante Privacy).
  3. Non cliccare su link o allegati in email sospette: verificare sempre l’indirizzo del mittente.
  4. Installare un antivirus affidabile e un firewall personale.

Strumenti di sicurezza informatica

  • Il Garante per la protezione dei dati personali fornisce guide pratiche per riconoscere il phishing (Garante Privacy).
  • La Polizia Postale offre un servizio di denuncia online per reati informatici (Commissariato di PS online).
Perché questo è importante

Un cittadino informato riduce del 70% il rischio di cadere in truffe phishing, secondo le stime della Polizia Postale. La prevenzione è più efficace della repressione.

Il messaggio è diretto: la difesa inizia dalla propria consapevolezza digitale.

Quali sono i 4 tipi di phishing?

Phishing via email

  • Il più diffuso: messaggi che imitano banche, posta o servizi noti con link a pagine clone.

Smishing (SMS)

  • Messaggi SMS che invitano a cliccare su un link per “sbloccare un pacco” o “verificare un account”.

Vishing (telefonico)

  • Chiamate da falsi operatori che chiedono dati sensibili o codici di accesso.

Spear phishing mirato

  • Attacchi personalizzati usando informazioni della vittima (nome, ruolo, azienda) per aumentare la credibilità (Polizia di Stato).

La varietà dei vettori rende il phishing una minaccia trasversale: nessun canale è immune.

Qual è il mezzo più usato dai criminali cyber?

Email e servizi di messaggistica

  • L’email è il vettore principale: il 91% degli attacchi informatici parte da una email (Agenda Digitale).

Siti web fraudolenti

  • Siti clone di e‑commerce o servizi pubblici rubano credenziali e dati di pagamento.

Social engineering

  • Tecniche psicologiche che sfruttano fiducia, curiosità o urgenza per ottenere informazioni (CyberLaws).

Il dato parla chiaro: l’anello debole della sicurezza è spesso il fattore umano.

Quali sono i tipi di cybercriminali?

Cracker e hacker malintenzionati

  • Violano sistemi per distruggere dati, estorcere denaro o dimostrare abilità. Le loro azioni sono punite come accesso abusivo e danneggiamento.

Phisher e truffatori

  • Specializzati in truffe via email e social engineering, spesso organizzati in reti criminali.

Criminalità organizzata

Fatti confermati

  • La frode informatica è il reato informatico più comune in Italia (Musa Formazione).
  • L’accesso abusivo a sistema informatico è punito dall’art. 615‑ter cp (Studio Penale Boccia).
  • Il phishing si manifesta in 4 tipologie principali (Polizia di Stato).

Cosa resta incerto

  • Il numero esatto di reati informatici non denunciati è sconosciuto.
  • L’efficacia delle nuove misure di sicurezza contro il phishing è ancora in fase di valutazione.
  • La pena massima per accesso abusivo varia a seconda delle fonti (fino a 3 o fino a 5 anni).
  • L’impatto delle proposte di riforma (DDL Cybersicurezza) è ancora incerto.

La trasparenza sulle incertezze è parte della completezza informativa.

«Il danneggiamento di dati informatici è uno dei reati più subdoli perché spesso la vittima scopre il danno solo quando è troppo tardi per recuperare i file.»

— Avvocato Mattia Fontana, Studio Penale Boccia

«Nel 2023 le denunce per reati informatici hanno superato le 100.000 unità, con un incremento del 15% rispetto all’anno precedente.»

— Procura della Repubblica, dati diffusi da Altalex

Il quadro è chiaro: i reati informatici sono in crescita e le pene, sebbene severe, non bastano da sole a fermare un fenomeno in evoluzione. Per il cittadino italiano, la scelta è netta: adottare fin da subito buone pratiche di sicurezza digitale – aggiornamenti automatici, password robuste e diffidenza verso messaggi sospetti – oppure rischiare di diventare la prossima statistica. La legge c’è, ma la prevenzione resta l’arma più efficace.

Per approfondire tipologie, pene e strategie di difesa, consigliamo di consultare questa guida completa ai reati informatici che aggiorna il quadro normativo.

Domande frequenti

Quali sono le pene per la frode informatica in Italia?

La frode informatica (art. 640‑ter cp) prevede la reclusione da 6 mesi a 3 anni e una multa da 51 a 1.032 euro, secondo le indicazioni di Musa Formazione.

Cosa fare se si subisce un attacco di phishing?

Non cliccare su link o allegati, cambiare immediatamente le password dell’account compromesso e segnalare l’accaduto alla Polizia Postale (Commissariato di PS online).

Come denunciare un reato informatico?

Rivolgersi a un ufficio di Polizia Postale o presentare denuncia online tramite il sito del Commissariato di PS. È consigliabile conservare tutte le prove digitali (email screenshot, log).

Quali sono i reati informatici contro la persona?

Diffamazione online, cyberstalking, revenge porn e furto d’identità sono reati che colpiscono direttamente la sfera personale della vittima (Altalex).

Il revenge porn è considerato reato informatico?

Sì, l’art. 612‑ter cp punisce la diffusione non consensuale di immagini intime con la reclusione da 1 a 6 anni. Spesso queste condotte avvengono tramite dispositivi digitali.

Quali sono i reati informatici più comuni tra i minori?

Cyberbullismo, adescamento online e furto di credenziali di giochi o social network sono tra i più frequenti. La legge prevede misure educative oltre a quelle penali.


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